Specchio segreto

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Specchio segreto è stata una trasmissione televisiva della RAI, trasmessa sul Programma Nazionale a partire dal 19 novembre 1965.

I venticinque episodi girati sono andati in onda per otto giovedì sera.

Basata sull'idea di osservare con una telecamera nascosta il comportamento delle persone della strada di fronte a situazioni surreali, create ad arte da attori professionisti, Specchio segreto si deve all'intuizione di Nanni Loy che si ispirò all'idea che era alla base della trasmissione americana Candid Camera, andata in onda sulla CBS a partire dal 1960.

La trasmissione italiana infatti si distinse chiaramente dall'originale Candid Camera, per l'intelligenza creativa del suo autore e soprattutto per una maggiore dose di cinismo, ma anche per un taglio meno superficiale che Nanni Loy le seppe dare.

Lo stesso regista fu interprete di molte delle situazioni girate; indimenticabile la scena in cui, in un bar di Bologna, si avvicinava al bancone per inzuppare il cornetto nei cappuccini altrui.

Memorabile, tra le altre, anche la scenetta girata alla vigilia di Natale in Piazza Duomo, a Milano, in cui fermava i passanti dicendo di essere un emigrato sardo che chiedeva di essere ospitato a casa loro per non passare il Natale in solitudine.

Sicuramente non una semplice candid-camera ma qualcosa di più: una spietata lente di ingrandimento dell'alienazione sociale che nella civiltà neo industriale di quegli anni iniziava a diffondersi in Italia.

Va anche ricordato che, all'epoca, al di là del successo clamoroso di pubblico, la trasmissione fu apertamente criticata da più parti per aver abusato un po' troppo della innocente inconsapevolezza delle persone coinvolte negli scherzi/filmati.

 Produzione

Si trattò di una trasmissione assolutamente sui generis, in un panorama dominato dai varietà o dagli sceneggiati.

L'innovazione non fu data solo dalla trovata della camera nascosta che per la prima volta fece diventare protagonisti (a loro insaputa) persone prese dalla strada, o dall'uso di situazioni paradossali, assurde per di più condite da un cinismo sorprendente per l'epoca, ma anche dal fatto che la televisione si servì del cinema. Sì perché, regista, autori, montatore e direttore della fotografia furono tutti presi in prestito dal grande schermo, e se ancor oggi apprezziamo queste scenette è anche per la scelta intelligente e coraggiosa di portare un po' di neorealismo italiano direttamente in tv.

Bibliografia

[ Voci correlate

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