Sandro Piccinini

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«ED' E' GOL INCREDIBILE, GOL INCREDIBILE, SOLSKJAER, SOLSKJAER, 2 A 1 PER IL MANCHESTER, IN UN MINUTO CAPOVOLGE TUTTO, INCREDIBILE!»
(Sandro Piccinini, finale di Champions League Manchester Udt - Bayern Monaco 2 - 1)

Sandro Piccinini (Roma, 17 aprile 1958) è un giornalista sportivo italiano.

Figlio di Alberto Piccinini, ex giocatore della Juventus e della Roma durante la guerra, tenta di emulare la carriera del padre. Poiché non ne sente appieno le qualità, a 17 anni lascia le giovanili della Lazio, decidendo di dedicarsi alla carriera di giornalista. In seguito si iscrive all'Università di Torino, alla Scuola di Giornalismo. Dal 1978 alla primavera del 1982, negli anni pionieristici della televisione privata locale, collabora con la rete romana Tvr Voxson, e successivamente viene assunto presso Tele Roma 56, come radiocronista inviato negli stadi di Roma e Lazio. Nel periodo di lavoro all'emittente romana, gli va dato merito di aver scoperto il talento del giornalista Fabio Caressa, oggi noto commentatore dell'emittente satellitare Sky. Nello stesso anno lavora anche per la Sacis (RAI), che gli affida le cronache radiofoniche del Mondiale di Calcio in Spagna, destinate ai circuiti locali.

Nel 1984 inizia la sua collaborazione con Rete 4 in qualità di commentatore dei match di calcio internazionale per la trasmissione Calcio Spettacolo; la sua collaborazione con Mediaset inizia nel 1987 per Italia 7. Nel 1988 è ai microfoni di TeleCapodistria, per la quale commenterà i Campionati Europei di Calcio e le Olimpiadi di Seul. Nella stagione 1989-'90 conduce la trasmissione A tutto campo su TeleCapodistria e, al fianco di Maurizio Mosca, Guida al campionato, che condurrà per sette stagioni consecutive prima di cedere il posto al giornalista Alberto Brandi, e Italia 1 Sport, programma dedicato all'approfondimento calcistico. Dalla stagione 1996-'97, insieme a Bruno Longhi, fa parte della squadra dei commentatori delle partite di calcio in onda sulle reti Mediaset e dalla stagione 2005/2006 anche per il digitale terrestre Mediaset Premium. Ha commentato per Mediaset 5 finali di UEFA Champions League, tra le quali quella del 2003 tra Milan e Juventus, unica sfida tra due squadre italiane, e quella del 2005 con l'incredibile rimonta del Liverpool ai danni del Milan.

Nel 1998 lancia e conduce la trasmissione cult della domenica calcistica, che lo fa conoscere al grande pubblico: Controcampo che diventa fin da subito l'"avversario" (in termini di audience) della Domenica Sportiva. Dopo nove anni di conduzione con ottimi risultati di ascolti, il 14 maggio 2006, nel corso dell'ultima puntata della stagione 2005-06, Piccinini annuncia l'addio alla trasmissione da lui portata in alto. Dopo aver rifiutato di passare a Sky, il giornalista annuncia, durante la presentazione dei palinsesti Mediaset nel mese di luglio del 2006, la conduzione della rubrica domenicale che prenderà il posto di Serie A: Controcampo Ultimo Minuto.

Oltre che di sport, si interessa di Storia della Televisione: nel 2005 ha pubblicato, per Mondadori, il libro Il mucchio selvaggio, scritto a quattro mani con il collega Giancarlo Dotto, dedicato all'epoca del Far West televisivo, in cui da un esercito di piccole televisioni libere, si è arrivati all'egemonia oligopolistica\duopolistica delle televisioni del gruppo Mediaset. Piccinini ha l'indubbio vantaggio di aver vissuto, da protagonista, i tempi eroici in cui alle Tv libere era negato qualsiasi spazio o riconoscimento e i telecronisti dovevano inventare giorno per giorno il modo di conquistare qualsiasi piccolo diritto.

Non si è basato, perciò sulle precedenti enciclopedie dell'emittenza privata, che si trascinavano gli stessi errori e gli stessi luoghi comuni, ma sui ricordi propri, su quelli dei propri colleghi, che ben conosceva.

Come si legge nel libro, Piccinini, allora giovane inviato per trasmissioni sportive di alcune tv locali del centro Italia, ricorreva a curiosi espedienti, quale quello di fare la radiocronaca in diretta dal bar interno allo stadio o dalla terrazza di un palazzo vicino a esso, per violare le norme che garantivano le radiocronache in diretta solo alla Rai. L'impresa è estremamente complessa: Dalle circa 1000 emittenti dell'epoca siamo scesi ora a 644, ma con una sarabanda di aperture e di chiusure di televisioni ed un groviglio di nomi e di sigle veramente impossibile da districare. Per questo una grande attenzione alle fonti più svariate: "Abbiamo incontrato di tutto lungo il percorso. nostalgici, maniaci, feticisti come i collezionisti di monoscopi d'epoca che si fiutano nei forum" In un etere in cui le frequenze non erano frutto di un atto di concessione, ma di una occupazione con i monoscopi lo studio di essi vuol dire basarsi su dati documentali.

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Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Piccinini"