Lorenzo Podestà:l’incredibile storia del ragazzo che portò internet in Italia
Intervista al ragazzo che portò Internet in Italia,pioniere delle telecomunicazioni  oggi purtroppo sconosciuto al grande pubblico

Nato nel 1968 papà commercialista, 2 fratelli più grandi, Lorenzo prima di diventare il pioniere italiano di internet a 16 anni si appassiona all’informatica grazie ad un Commodore 64 “regalo richiesto alla mamma, e quindi arrivò ma all’inizio è rimasto un po’ lì, poi invece grazie al liceo”

E infatti Lorenzo sembra essere l’eccezione che conforma la regola, se la New Economy è piena di storie di ragazzini che passavano le notti nel garage a smanettare senza grandi risultati scolastici lui invece riconosce alla prestigiosa scuola di corso Magenta un merito.

“Ci facevano fare le equazioni ma ho detto perchè non proviamo a farlo anche via computer.. e mi sono appassionato al basic e alla programmazione il professore di Matematica ne fu molto entusiasta.”
In seguito l’allora 16enne ragazzo di buona famiglia, che passa le sue estati ai Bagni Sempione di Sestri Levante, l’amena località di villeggiatura dei professionisti milanesi ha aiutato a far nascere l’aula di informatica.

“È iniziata in me la voglia di scoprire che cosa potevano fare quegli strumenti. Mi affascinava", ricorda oggi il titolare di HyperCheck.

“Ho sempre vissuto un‘infanzia e una vita diversa da quella dei miei amici per via dell’Hobby del computer, ad esempio se dovevo passare un sabato pomeriggio preferivo passarlo smanettando sul computer o stando con la mia ragazza.”
Ma il secondo step, del “Cursus Honorum” del ragazzo che portò internet in Italia, avviene tramite la stampa, legge infatti su una rivista tecnica, forse americana, cosa fossero i modem.

“Ho scoperto che esisteva la nuova Newell in via Cenisio che vendeva i modem a 330 bps. Costava circa gli attuali 800 euro…io non gli avevo li chiesi al papà.”

“Arrivavano bollette stratosferiche, perché le uniche BBS che c’erano, erano in America.” Ricorda oggi Lorenzo Podestà, che allora era costretto a connettersi dalla sua linea ad un numero americano con prefisso internazionale 001 (+1). Conseguita la maturità scientifica, Lorenzo si iscrive nel prestigioso ateneo di Via Sarfatti, ad Economia Aziendale.

“Non mi iscrissi ad informatica, perché oltre ad avere il papà commercialista, economia mi piaceva, l’informatica mi incuriosiva ma per fare business non basta essere dei bravissimi tecnici ma bisogna apprendere il funzionamento di un’azienda, c’è sempre tempo per diventare dei bravi tecnici.”

In Bocconi,uno dei futuri protagonisti della New Economy ha avuto come professori Ruozi, Mario Monti, Airoldi, e verso quest’ateneo ha espresso parole di stima “allora e penso ancora tutt’oggi la Bocconi per metodo è all’avanguardia nel nostro paese.”

Poi arrivò il sistema “Fido”, come ad esempio Fido Milano e le prime Bbs.  “Microsoft ha pensato che potesse dominare il mercato in realtà il mercato lo fa il pubblico e poi ci vuole proporre dei prodotti o dei servizi deve adeguarsi al mercato”, risponde così alla domanda sul fatto che all’inizio Microsoft, non ha creduto entusiasticamente nelle potenzialità di Internet, salvo poi cambiare rotta all’improvviso.

L’unico sistema che allora c’era in Italia di telecomunicazioni era il famoso itapac che era una specie di grande Intranet alle quali si potevano collegare le aziende per trasferire i dati da una sede all’altra. All’estero intanto erano gli anni del boom del Minitel francese che corrispondeva in Italia al Videotel dell’allora monopolista Sip. ”Ma io il videotel non lo ho mai avuto”.

Sono anni in cui, la Sip puntava tantissimo sul Videotel, voleva imporre l’acquisto del terminale e del suo servizio, senza credere e investire in Internet, molti pensavano che il Videotel, potesse essere un fenomeno di moda ma che non avrebbe avuto successo,

“Il primo accesso ad Internet l’ho fatto dall’università di Genova quando andai a parlare con Joy Marino, professore di informatica che poi ha fondato It.Net  quando andai a contrattare il primo portale in internet in Italia. Internet c’era ma era solo a livello universitario.”ricorda oggi Podestà.

In quei tempi grazie anche all’interessamento dell’ambiente universitario,che è stato l’humus di internte era stata creata l’associazione “I 2 U”
”Mi aveva affascinato la potenzialità della comunicazione”con queste parole il ragazzo che per primo ha offerto l’accesso a Internet al pubblico nel nostro paese  ha ricordato il suo primo collegamento alla “Rete delle reti”
Sono anni in cui la parola Internet non è ancora nota al grande pubblico,ma comincia a prospettarsi concretamente l’idea che “un giorno tutto il mondo sarà collegato.”

Questo è stato il flash che mi ha detto allora devo investire su questo settore, è stata la scintilla.

”Tutti hanno il telefono, tutti avranno un computer, il mondo sarà quindi tutto collegato” pensa allora il giovanissimo studente della Bocconi che ha scritto il suo nome nella storia delle telecomunicazioni italiane

A 21 anni lo attende l’appuntamento con la storia delle telecomunicazioni e dell’informatica, fonda infatti Galactica

“Galactica all’inizio non faceva internet era una community, era una chat, era stata la prima ad avere 24 linee contemporanee ed è nata fin da subito come Business, nel corso di anni in cui erano già nati queste BBS gratuite.”

“Facciamo qualcosa di nuovo creiamo un servizio per il quale ci facciamo pagare, il servizio era di mettere a disposizione dei programmi, comprai un cd-rom con tremila programmi shareware” È il business concept che ispira i fondatori dell’azienda che sarà la prima a offrire un collegamento ad Internet al pubblico in Italia, e la prima in Europa ad avere offerto un collegamento Adsl.

L’abbonamento iniziale di Galactica era di 100.000 lire all’anno, il servizio prevedeva che fossero messi a disposizione dell’utente programmi shareweare, così che quest’ ultimo non doveva comprare il lettore cd rom ma si collegava con una tariffa Flat” .

Poi ovviamente dovevano pagare la connessione telefonica.
”L’estero mi ha sempre guidato l’America soprattutto, ho sempre guardato a questo paese con attenzione”ricorda la persona la cui affascinante storia è oggi dimenticata dai media italiani.

Uno dei successi che era stato determinante per la crescita di AOL, American On Line era stata la tariffa Flat  anche per  il collegamento.

A portare internet free in dialup  è stata Tiscali nella primavera del 99, anche se per dovere di cronaca bisogna ricordare che solo pochi mesi fa Tiscali ha fatto il primo utile.

 “Galactica apre in via Turati, ho affittato lì un ufficio,mi chiedono la cauzione erano tre stanze e un bagno, coinvolgo alcuni amici nell’avventura come soci, coinvolsi una persona, Luca De Gregorio, che poi portò dentro altri due amici, ma poi Luca è uscito e io ho rilevato da lui le quote.

Davide Tomè, altro mio socio, è rimasto con me ancora qualche anno con lui iniziai con internet e poi  anche da lui rilevai le quote.”

E’ questo il ricordo della fase di Start Up del primo Internet Service Provider Italiano, che presto verrà “corteggiato” anche da importanti imprenditori,come Niki Grauso,di cui nel nostro sito abbiamo già parlato,in quato è stato il fondatore di Videolina,storica tv sarda, in quegli anni viene soprannominato dai giornali “il Berlusconi sardo”.

”Grauso, dopo un anno che avevo iniziato mi chiamò a casa,ero già sposato, lasciò un messaggio in segreteria con detto:Buongiorno dott. Podestà sono Niki Grauso,si presentò e aggiunse domani mattina a Linate ci sarà il mio aereo privato  mi piacerebbe che lei venisse a trovarmi, non sapevo se l’aereo privato venisse apposta per me o no.

Lorenzo lo richiamò e diede la sua disponibilità ad incontrarlo “io la vengo a trovare”non ho alcun problema, però quando voglio non ho problemi a pagarmi io biglietto e vengo coi tempi che voglio io, con le modalità che voglio io.

“Di fronte all’apparenza penso sempre alla sostanza,non era certo l’aereo privato del quale lo ringraziavo a farmi cambiare idea.” ricorda così Podestà quell’episodio negli anni in cui

l’aereo privato era il massimo, ed era ancora uno Status Symbol

Comunque il giovane imprenditore milanese lo incontrò,andando a trovarlo nella sua villa a Cagliari,ma la sua proposta sicuramente economicamente non era all’altezza,anche se all’epoca poteva sembrare già tanto,ma non è solo Podestà all’epoca a pensare che le potenzialità di Galactica potrebbero essere enormi

“Grauso sosteneva che Internet, sarebbe stato solo Video On Line, e che i piccoli provider sarebbero spariti.”

Renato Soru il patron di Tiscali iniziò se non ricordo male proprio grazie a  Niki Grauso la sua esperienza, l’attuale presidente della Sardegna aveva anche lavorato per Grauso.

Soru,anche lui studente alla Bocconi,Podesta’ non l’ha conosciuto all’università, ma l’ha visto solo una volta in vita sua, solo quando ormai aveva venduto Galactica, e avevano un sacco di problemi con il Flat, e parlarono anche un attimo in privato.

Quando i dirigenti di Galactica uscirono dalla riunione il fondatore di Tiscali chiese:” Chi è Podestà?.. Ah sei tu” e scambiammo due battute.

A offrire la connessione ad internet Galactica nel ‘93\94, è il primo provider ad offrire la connessione al pubblico, anni dopo, sarà anche il primo Isp ad offrire al pubblico la connessione via Adsl.

“Noi ricevemmo delle offerte da degli americani, uno era un isp che voleva fare il giochino, che ti compro al 51% tu non vedi un soldo perché rimetto tutto nell’azienda,io con il mio 51% consolido il mio bilancio,e poi quando mi quoto(erano gli anni del Boom della New Economy vendo i tuoi contratti.

E anche li ci fu tutto l’avvicinamento ci fu tutt’un avvicinamento, io ero in viaggio in America, perché ero in Microsoft in quel periodo, poi mi hanno chiesto di andare da loro a vedere la loro sede cambiai il mio programma di viaggio, e siccome nell’ultimo tratto non c’erano molti aerei di linea,andai col loro aereo privato.

Anche se ero giovane avevo trent’anni non mi facevo abbindolare ancora da un aereo privato,ok bello, ma non era la scena dell’aereo privato a farmi cambiare idea.

Alla domanda se qualche noto tycoon italiano si fosse fatto vivo risponde ricordando che “Il gruppo di Livolsi si fece vivo, tramite il fondo Convergenza,però nel frattempo non avevo ancora venduto alla fine Galactica viene venduta ad un imprenditore italiano.

”In potenziale eravamo grandi,ma nel globale eravamo comunque piccoli”ricorda oggi Lorenzo Podestà il momento in cui la sua azienda era considerata una delle possibili promettenti matricole della borsa,che in quegli anni, come ho trovato scritto su Corriere Economia “aspettava l’internet di Galactica e i telefoni di Tiscali”
Al tempo delle prime connessioni eravamo coi modem ai 14,4 ,poi ci sono stati i 19,2 e i 28,8.
LORENZO@GALACTICA.IT  è stato il primo indirizzo email privato d’Italia, esiste tutt’ora, perché fanno un forward della posta

R.E:Ricordo che allora su Amico Treno di cui ero un appassionato lettore c’era una pubblicità di Galactica con un’astronave nella quale chiedevi se volevi aprire un POP  internet (un nodo di conessione) nella tua città?
L.P: Avevo dei nodi in Franchising, siccome non avevo soldi da spendere e forza mia per aprire io dei nodi, non ho fatto fatica a trovare i Franchisee, devo dire che piano piano sono arrivati.

Poi in realtà è arrivata Albacom con la sua rete nel 97.

Il nome Galactica, che allora lo valutarono tanto, lo decise Luca di Gregorio che scelse sto nome, quando dovevamo decidere il nome non sapevamo ancora esattamente cosa fare però volevamo fare qualcosa di ambizioso e allora scegliemmo Galactica da Battlestar.

Alla domanda se aveva conosciuto oltre a Grauso e Soru, altri imprenditori pionieri di Interenet risponde che ”Paolo Barberis di DADA lo conoscevo ed ero i buoni rapporti, perchè il fratello di uno dei soci di Barberis era il nostro frachisee di Monza, che è stato forse in assoluto uno dei nodi più grandi di Galactica.”
Però Lorenzo,ricorda che non ha mai pensato di mettere assieme le forze, con Dada.

 Di Galactica divenne socio al 37% con la Sopaf Jody Vender,il noto professore della Bocconi, il mago del venture capital, formula  da lui portata in Italia, poi si fecero vivi altri americani e con loro l’ isp firma il memorandum, cioè la lettera di intenti per la vendita,ma poi questi “nicchiano” un po.
Quindi è la volta di un imprenditore del Nord Italia, che si interessa al giovane e dinamico Isp grazie all’interessamento di un amico comune,così Podestà ha un progetto industriale italiano.

Anche Virgilio Degiovanni, il patron di Freedomland,la regina della New Economy manifestò interesse all’acquisto, anche se in quel momento c’era il progetto di quotare Galcatica.

Ma Lorenzo, comunque conserva della nuova società il 10%
”Prima nel 95 siamo andati in via Vitruvio, in via Tonale siamo andati solo nel 98, prima ancora di via Vitruvio eravamo ancora in via Turati.
Alle persone che odiano il computer e  che dicono che l’informatica fa male alle relazioni umane risponde che “in parte hanno ragione, il computer  non può sostituire le relazioni.

Un paio di coppie che si sono sposate, perché si erano conosciuti grazie ai sistemi di comunicazione di Galactica (non c’era ancora Internet) ci sono state e mi hanno ringraziato,una in particolare

Bisogna fare attenzione quando c’è un abuso:  ma internet è uno strumento così come il telefono, non può andare a sostituire altri tipi di relazionie

Alla domanda se la rete può essere considerata come la “Cattiva maestra Tv” Podestà risponde”Internet è stata un’educatrice la possibilità di accedere all’informazione in modo così diffusa,specifica e anche qualitativa, nessuna generazione l’ha mia avuto, prima se mi veniva in mente un argomento dovevo cercarlo in un’enciclopedia,ma avevo una visione ridotta.

”La chat è stata la Killer Application e poi è stata la mail.”risponde così Lorenzo Podestà, che usava come NickName sempre Asterix, alla domanda su quale applicazione aiutò maggiormente la diffusione di Internet

 Quando arrivò la prima offerta interessante di allora stava iniziando il boom della new economy, passata poi alla storia per il suo Sboom.

Io lasciai a maggio, primi di Giugno, formalmente a fine aprile comunicai la volontà di andarmene.

C’era gente che abusava di Galaflat e stavano 20 ore al giorno in modo continuativo ed era un uso improprio.

Da un lato c’era  o scenario del mercato che era cambiato e bisognava avere spalle più robuste.
" Telecom staccò le linee, perché disse che il contratto che avevamo era scaduto. ”ricorda così a distanza di anni, la battaglia legale col monopolista.Tale battaglia, se non ricordo male fu combattuta anche a suon di pagine pubblicitarie su importanti quotidiani.

Il liquidatore ha venduto a Cubecom che poi finì in concordato preventivo. Lorenzo rimane nella nuova Galactica ormai entrata nell’ ottica dell’ imprenditore genovese Zunino con una partecipazione dell’ 1\ 2 per cento per 8 mesi breve periodo,ma Lorenzo riesce a riportare lo storico ISP in utile.

Poi Podestà si butta nella nuova avventura di Hyperceck,”offriamo servizi di sicurezza informatica gestita l’azienda nostra cliente si consolida sul suo core business e dà in out sorcing questi servizi”

 “Fa piacere ricordare il passato è una fase che non vivrò mai più nella mia vita,

ho avuto il mio momento internet ha avuto il suo momento, insomma ogni iniziativa deve avere il Timing giusto: la gente oggi  pensa a guardare avanti.. tra 50 anni magari qualcuno dirà: andiamo a riscoprire chi ha portato internet.”

Chissà dove sarebbe oggi l’Italia, il paese che si è dimenticato completamente di Galactica e di Lorenzo Podestà se avesse dato retta a un “ragazzino che smanetta coi computer”il paese che proprio in quegli anni ha perso molte occasioni nei settori della Chimica,delle Automobili e delle telecomunicazioni.

Da queste pagine, ho più volte fatto conoscere la bellissima ed affascinante vicenda di Peppo Sacchi, il pioniere della Televisioni Libera italiana.

Si può fare tranquillamente una similitudine tra i due personaggi,e tra Galactica e Telebiella:

Entrambe sono entrate nella Storia dei Media,Peppo Sacchi e Podestà sono entrambi dei pionieri e sono (purtroppo) sconosciuti al vastissimo pubblico che utilizza quotidianamente i Media che hanno contribuito a diffondere per primi, in quanto stati quasi dimenticati dai mezzi di comunicazione di questo paese.

Si sono però meritati uno spazio non solo nei libri di storia della comunicazione ma anche sul nostro pur modesto sito, abbiamo così lanciato un sasso nello stagno, e come diceva tanti anni fa Antonio Lubrano,nella sua nota trasmissione di RaiTre ,”Speriamo ora che l’onda si ripercuota fino alla riva”

Riccardo Esposito