La morte della
televisione è stata annunciata almeno sin dalla sua nascita, se
oggi la tv è definitivamente morta dopo un lungo crepuscolo,
ci aspettiamo ora un nuovo rinascimento mediatico dopo il lungo
medioevo del dupolio televisivo
italiano.
Ci auguriamo quindi
che il nostro paese, torni come ai tempi del Far West
televisivo,in cui aveva il record mondiale di numero di libere
emittenti,che poi sono state inglobate dai grossi competitors o
dalla concorrenza,le poche rimaste hanno avuto il compito dei
famosi 36 giusti citati dal Talmud,hanno salvato il piatto mondo
televisivo
Per la prima volta
nella storia la tv stà subendo un grande cambiamento nel modo in
cui vengono prodotti i contenuti, nel modo in cui vengono
distribuiti, e nel modo in cui vengono visti dal telespettatore
finale,che acquisterà ancora sempre maggior potere decisionale.
Sarà quindi il
pubblico,ossia l'audience a fare il mercato e quindi a ispirare le
linee editoriali delle emittenti, e non come accade oggi, il
contrario.
Ora, grazie alle
nuove tecnologie, il piccolo schermo in salotto, davanti al quale
la Famiglia simil Mulino Bianco mangia in un religioso silenzio,
è solo uno dei modi in cui si possono vedere i programmi
televisivi, I Broadcaster tradzionali via etere o satellite, hanno
perso, a nostro avviso per fortuna, il monopolio.
Il futuro sta non
solo nella fibra ottica, o nel dvbH (lo standard di trasmissione
per i telefonini di nuova generazione) ma anche e sopratutto nella
Iptv, che in Giappone è ormai una realtà.
I giganti del
web,come Yahoo e Google si stanno infatti interessando a queste
nuove opportunità progettando pure dei veri e propri motori di
ricerca di filmati, chiamati Videosearch, e al di là della Manica
la British Telecom non è la sola azienda interessata a questa
nuova tecnologia.
Sarà quindi una
grande rivoluzione, davvero epocale, spariranno i palinsesti, sarà
il telespettatore a scegliere quando , dove come vedere un
contenuto televisivo, il concetto di "Prima serata" o
Seconda Serata lentamente sparirà.
Negli anni '80 si
guardava con molta ansia ai videoregistratori, sostenendo
giustamente che liberavano il telespettatore dalla tirannia dello
schermo, questo è un passo successivo, a questo punto ha davvero
ragione chi sostiene che il DVD è l' ultimo formato di
archiviazione dei filmati su supporto materiale,da ora in poi
tutto sarà preso dalla rete con indubbi vantaggi anche per chi
produce i contenuti, che non deve più ricorrere a intermediari, o
non ha più i vincoli della copertura territoriale.
Da New York,o dallo
sperduto villaggio dell'India, potrò vedere all'ora che voglio,
senza satellite, il programma di una street tv di un piccolo
paesino della provincia italiana.
Se la maggior parte
delle persone continuerà a vedere la tv dal 28" d el
salotto, la modalità in cui guardiamo la televisione subirà un
radicale cambiamento.
Guardare il
telegiornale, o una partita sarà possibile non solo all' interno
delle mura domestiche, ma ad esempio anche su Proprio personal
computer, se dotato di connessione a fibra ottica, sul cellulare
di nuova generazione.
Ciò cambierà
anche i mercato pubblicitario, tutte queste invenzioni fanno si
che ne nuovo mondo digitale che incominciamo a vedere in fase
embrionale, l' audience sarà raggiungibile ovunque come ad
esempio sui posti di lavoro, negli aereoporti, sui taxi sugli
autobus,ai giardini ecc.
Speriamo che i pubblicitari si consolino in questo modo visto che
la nuova generazione di Videroregistratori, che fanno sembrare
antidiluviani i VHS, permetteranno anche di saltare le noiose
pause pubblicitarie.
Non solo
l'interattività, che permetterà ad esempio una reale
bidirezionalità,consentendo di partecipare con il telecomando al
telequiz proposto, farà assomigliare la tv sempre più al Mare
Magunm di internet, ma il fatto che la tv sarà sempre più On
demand, libererà i telespettatori dalla schiavitù del palinsesto
e del relativo stress che crea.
Ci auguriamo che da
queste evoluzioni culturali ne traggano vantaggio soprattutto le
cosi dette tv di qualità, programmi come quelli di Giovanni
Minoli, che oggi sono proposti ad orari impossibili per chi lavora
o studia,come ad esempio le nove del mattino, saranno fruibili
quando i telespettatore lo preferisce.
La fascia dei giovani, ormai ha eletto internet come Medium
preferito, non solo per reperire informazioni in tempo reale, ma
anche per prendere contenuti come film o videoclip musicali e da
poco tempo grazie alle ultime tecnologie come il formato .avi
anche programmi televisivi.
Se questo processo è
stato più lento rispetto alla diffusione dei download di mp3, che
è stata una delle killer application di internet, lo si deve solo
al fatto che solo in tempi recenti la tecnologia ha reso possibile
non solo a livello teorico di scaricare contenuti video in un
tempo ragionevole.
Ormai anche nel caso
di Elezioni, o di eventi sportivi come Olimpiadi o Mondiali di
calcio, la tv fa fatica a mantenere il suo primato di mezzo
preferito da un pubblico sempre più esigente in termini di qualità
e quantità dell' informazione
I Broadcaster
televisivi generalisti, come Mediaset, rischiano di diventare da
editori solo delle piattaforme commerciali, se andranno avanti a
trasmettere programmi fatti da produttori esterni e pubblicità
raccolta da agenzie di pubblicità esterne
Succederà
secondo alcune analisi che noi condividiamo,anche nella tv quindi
quello che è successo nel mondo del cinema dove solo il 25% dei
ricavi viene dagli incassi del botteghino, mentre la restante
parte viene dal Merchandising, da parchi di divertimento tematici
tipo Disneyland, ecc.
I nuovi media avranno
bisogno ovviamente, di nuovi contenuti, sarà quindi questo un
momento unico per i Content Provider, che non dovendo più passare
per le forche caudine di Broadcaster televisivi generalisti,
potranno arrivare all' utente finale senza intermediari, con un
risparmio netto di oltre il 50%.
I content provider e
i broadcaster si trovano ora ad un bivio:Da un lato possono
chiedere un canone di abbonamento per fare vedere programmi di
qualità, seguendo la strada delle PAY TV, dall'altro possono
continuare secondo lo schema della televisione commerciale.
Speriamo che non
seguano l' esempio Italiano dove la tv di stato, che continua a
chiedere il canone agli utenti, anche se ormai è diventata una
copia, (E pure mal riuscita) della tv commerciale.
Anche mamma Rai,che
grazie anche alle lottizzazioni politiche ha fior di centri di
produzione, e tantissimo personale, ricorre a produttori esterni,
di cui forse non si capisce la necessità.
Non si capisce come mai io, utente italiano, dopo aver pagato il
canone devo andare dal tabaccaio a comprare la scheda di Mediaset
Premium o di LA7 o di Sky per vedere una partita.
In gran Bretagna la
Bbc si mantiene solo grazie al canone e fa programmi di qualità,
non programmi ad uso e consumo degli inserzionisti pubblicitari in
cerca di facile Auditel,ricorrendo quindi massicciamente a parate
di immagini più o meno pornoprovocanti magari in prima serata, o
ficcando attrici nei talck show.
Da noi sappiamo benne
come è la situazione, programmi di qualità, come Report, o La
storia siamo Noi, sono proposti ad orari impossibili per gli
utenti. Così nel paese di Portobello e di Lascia o raddoppia, ora
vince la tv fotocopia, quando è in onda domenica In, può trovare
pure Buona Domenica,Se la tv commerciale propone La Talpa, la tv
pubblica risponde con L' isola dei Famosi, fatta produrre da un
produttore esterno, a Chi Vuol essere il miliardario, la risposta
della tv di Stato è stato un gioco basato su un format davvero
simile.
Speriamo allora che
la IpTV sia una grande opportunità per le tv locali, speriamo che
si assista a una "Nuova Primavera " dell' emittenza come
ai tempi del far west televisivo, quando il nostro paese era
definito "Dei cento campanili e delle Mille Antenne".
Senza i costi delle
concessioni, senza vincoli di frequenza, chissà che molti, anche
giovani, non possano crearsi , magari assieme a un gruppo di amici
una loro piccola tv. L'occasione può essere grande anche per le
piccole medie aziende, per cui fin ora la company tv risultava
essere troppo costosa.
La rivoluzione che può
venirne fuori, in alcuni settori come quello della formazione, può
avere proprorzioni inimmaginabili.
Il telespettatore, da fruitore passivo potrà diventare anche
produttore di contenuti video, un pò come avviene oggi sul web ,
dove il navigatore, gratuitamente o quasi può aprire un sito.
La nuova
generazione,la stessa cresciuta a pane mouse e frame, quindi vorrà
controllare i Media e non più esserne controllata, la lezione
della liberissima internet è stata tropo forte.
Chissà se queste
novità tecnologiche che ci permetteranno di aere tutto questo
controllo sulla nuova tv, che ci consentiranno di vedere quello
che vogliamo, e di non vedere quello che non ci piace, ci renderà
anche più informati?Ci renderà più uniti come ha fato
internet,abolendo le distanze,creando un unico libero villaggio
globale o invece ci isolerà ancora di più, come ha fatto la
cattiva maestra tv classica, che in molte case ha funzione di
Badante o di BabySitter a basso costo?
Speriamo che le
(poche)libere emittenti rimaste, e le (tante) persone che sappiamo
vorrebbero aprirne di nuove,sappiano e possano facilmente cogliere
queste nuove opportunità.
Sarebbe
davvero bello tornare alla mitica epoca del gruppo di amici che
autotassandosi fondano nel sottoscala un'emittente:tornerebbe così
la mitica Tv della gente,nel senso di fatta proprio dai
telespettatori e non ad uso e consumo di produttori di format
cretini o degli inserzionisti pubblicitari.
R.E.