Esattamente vent’anni fa il 20 Febbraio 1987,  Enzo Tortora dopo tre anni e otto mesi riprendeva la sua mitica trasmissione Portobello. Anche se recentemente si è parlato di un possibile ritorno della trasmissione nei palinsesti del 2008,  nessun giornale ha ricordato l’anniversario.

“Dunque dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose, e ne dirò poche:  una me la consentirete” disse Tortora profondamente commosso, nel suo famosissimo messaggio di esordio.


”Molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me in questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva,  per esempio ha pregato per me e io questo non lo dimenticherò mai. E questo grazie a questa cara buona gente dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto. Un’altra cosa dovete consentirmi di aggiungere. Io sono e lo so qui per parlare a nome di chi parlare non può e sono molti e sono troppi.

E ora ricominciamo proprio come facevamo una volta.”
Stesso giorno, stessa ora, stessa rete stessa equipe dell’ultima puntata che era andata in onda nel giugno del 1983, pochi giorni prima di quel maledetto venerdì 17, il Venerdì nero della giustizia.

Il ritorno di Tortora e del suo “Mercatino del Venerdì” era molto atteso, persino un’agenzia di stampa del Kuwait ne diede notizia.

 

Erano passati quasi dieci anni da quel 27 Maggio 1977 quando in sordina era partito Portobello, in seconda serate e addirittura ancora in bianco e nero (il mitico “Fiera 2” non era ancora attrezzato per il colore). Ma quella trasmissione del pappagallo che anche allora segnava un ritorno di Tortora in Rai, aveva poi spiccato il volo fino ad appollaiarsi su un trespolo di 28 milioni di telespettatori.
Tra il 77 e l’87 non era passato solo un decennio ma un’intera era catodica: nel 1987 si era nel pieno della neotelevisione, nell’onda del ciclone del successo delle televisioni commerciali.
Tornava Portobello e i volti chiave di quella trasmissione, in primis Reneè Longarini e Gabriella Carlucci che riprendevano il loro posto nelle coloratissime cabine telefoniche.

 

La sigla di testa del programma era cambiata sia a livello grafico sia a livello musicale; “Bentornato Portobello” diceva il coloratissimo pennuto con la bombetta nella videosigla di Giorgio Valentini ispirata a quella storica creata nel 1977 da Guido Manuli per Bruno Bozzetto.

 

La regia della seconda serie di Portobello fu di Giancarlo Nicotra. Immutato il trio di autori composto da Gigliola Barbieri, Angelo Citterio oltre che dalla stessa sorella del presentatore Anna Tortora.
 

Ma soprattutto tornava la trasmissione che ha portato alla ribalta  il concetto “Telesociologico”  di  Provincia Italiana e dei suoi abitanti visti come importanti telespettatori, basti pensare alla famosa lettera di Beniamino Placido “Casalinga ama Vespa, non corrisposta” a firma di “Una casalinga di Voghera”.Alzi la mano chi non si ricorda della proposta di abbattere il passo del Turchino per togliere la nebbia dalla Pianura Padana?

 

Tornavano rubriche che anni dopo estrapolate dal contenitore Portobello, hanno avuto lunga e fortunata vita autonoma: Fiori d’arancio e Dove sei?, Invenzioni e inventori, in cui in molti hanno riconosciuto i progenitori di note trasmissioni degli anni novanta, alcune delle quali tutt’ora in onda.La novità della nuova edizione era la presenza delle due nuove rubriche “La parola all’esperto” e “Inviato speciale”.

Dopo il commuovente esordio, quel 20 Febbraio di vent’anni fa la trasmissione con tre collegamenti
esterni: uno con la vedova di Claudio Villa, un altro con l'Olanda, da dove Gabriella Carlucci avevo mostrato come funzionava una clinica per foche e il terzo e con le grotte di Frasassi per riprendere uno speleologo che da mesi viveva nelle grotte. Nel finale ci fu un vero e proprio colpo di scena: dopo una breve corsa in automobile lo stesso 
Enzo Tortora si era recato al cenacolo della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Milano per la prima volta le telecamere ripresero i restauri del capolavoro leonardiano.


Tra gli inserzionisti della prima puntata ci fu anche un ragazzo della provincia di Ferrara che cercava di rintracciare il tifoso dal quale, nelle terribili ore della tragedia dello stadio Heysel, a Bruxelles, ricevette un paio di scarpe, un passaggio in pullman e i soldi necessari a ritornare a casa in Italia.
 
La puntata fu seguita da 11.254.000, ma per via del toccante discorso di Tortora del “Dove eravamo rimasti?” è entrata nella storia della televisione o perlomeno nel cuore dei telespettatori.
Il 26 Giugno 1987 andò in onda l’ultima puntata di Portobello. “La trasmissione è  ancora viva e potrebbe reggere nonostante i dieci anni di anzianità, ma è meglio alzarsi da tavola quando si ha ancora un po' di appetito'' commentò Enzo Tortora.
 
La seconda serie di Portobello non ha ripetuto in termini di audience i clamorosi livelli raggiunti dalle edizioni tra il 77 e l’83. 

A vent’anni di distanza non possiamo però non considerare quel ritorno, dopo la terribile vicenda vissuta dal presentatore allora più conosciuto della televisione italiana, perlomeno doveroso.
                                                                                          La redazione di www.tvlocali.tv