Neotelevisione

Avvertenza per le pagine tratte da Wikipedia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Vai a: Navigazione, cerca

Neotelevisione, è un neologismo usato da Umberto Eco e da altri esperti di televisione, per indicare i programmi della tv di stato degli anni ottanta. L'arrivo della concorrenza delle tv commerciali aveva spinto la tv di stato a rinnovare profondamente i suoi programmi degli anni passati. É così significativo il cambiamento di indirizzo che per i programmi precedenti si utilizzerà il termine Paleotelevisione.

Elementi caratteristici della Neotelevisione

Con l'avvento della neotelevisione, la Rai abbandona definitivamente il modello di Tv Pedagogica, che aveva caratterizzato le sue trasmissioni degli anni cinquanta e sessanta, basti pensare al mitico "Non è mai troppo tardi" del maestro Alberto Manzi.

Ora la Rai, per fronteggiare una concorrenza ormai sempre più agguerrita, si concentra sullo spettacolo e sull'intrattenimento leggero. Programmi di punta della neotelevisione sono "Fantastico","Pronto Raffaella?" "Quelli della Notte" e "Indietro tutta". Il primo è un contenitore di spettacolo per lo show del sabato sera legato alla Lotteria Italia, che sarà riproposto sia pure con autori e conduttori diversi per una decina di stagioni.

Il telespettatore diventa protagonista dello spettacolo televisivo: interviene in diretta col telefono (come in Telefono Giallo) o gioca sempre via telefono da casa (Pronto Raffaella) o segnala l'avvistamento di persone scomparse Chi l'ha visto. Si riduce la distanza tra telespettatore e presentatore: in trasmissione arrivano telefonate in diretta, durante le quali i due interlocutori, pur non conoscendosi si danno del tu, dopo essersi presentati dicendosi solamente (e rigorasamente) il nome di battesimo e il paese di provenienza (con tanto di indicazione della provincia). Nei quiz il concorrente appare assai diverso dallo stereotipo dei concorrenti archertipo di Lascia o Raddopia Luigi Marianini e la signorina Longari: il nuovo concorrente avvolto nel suo coloratissimo maglione e non più in giacca e cravatta, scherza e ride con il conduttore. In tv vince e convince l'informalità: nasce la "Tv nel salotto", espediente per creare un maggior contatto con il pubblico a casa. La Carrà,ad esempio in Pronto Raffaella in una doppia veste di conduttrice/padrona di casa, era come se invitasse il pubblico nel suo salotto per prendere il tè o un aperitivo o sulla sua terrazza con vista su Roma, o sui suoi divani bianchi.Questo tema dell'ambientazione domestica\salottiera fu riutilizzata in programmi come Tappeto Volante di Luciano Rispoli, e per certi versi anche ne I fatti vostri. Il conduttore guarda direttamente nella camera da presa: col suo primo piano entra con il solo volto (ma sempre più un volto familiare) nelle case degli italiani.

La televisione fa metatelevisione e diventa sempre più autoreferenziale: si pensi a programmi come Blob, che in venti mintui ripropone spezzoni delle ultime 24 ore di palinsesto, o a programi parodia come Indietro Tutta. Vero punto di non ritorno per la storia della televisione è apputno l'edizione di Fantastico3 che segna appunto l'inizio della Neotelevisione, basti pensare a Renato Zero che canta la famosa sigla "Viva la Rai"

Cambia quindi l'impostazione dei programmi: si rinnovano gli studi che vengono riempiti di coloratissime scenografie. Proprio il colore è il nuovo elemento che contribuisce maggiormente a segnare il confine tra Paleo e Neotelevisione. Si fa inoltre grande ricorso ai corpi di ballo e ai balletti nelle trasmissioni. Segno dei tempi che cambiano è la presenza di numerose ballerine di colore, in genere brasiliane, come ad esempio in Indietro Tutta.

La neotelevisione propone un modello di spettacolo in cui prevale l'elemento dell'esotismo più di quello dell'affermazione di un'italianità. Ciò avviene quindi non solo con il ricorso a ballerine di colore, ma anche a showgirl italoamericane: vere regine della tv anni ottanta sono infatti Heather Parisi e Romina Power.

L'importanza delle sigle

Uno dei cavalli di battaglia delle tv commerciali era stato appunto lo sfruttamento, anche discografico delle sigle delle trasmissioni, in particolare di quelle per i bambini (si pensi alle sigle dei cartoni animati giapponesi). Nonostante secondo alcuni esperti di storia della televisione, il primo sfruttamento discografico di sigle tv si ebbe con il programma Portobello di Enzo Tortora(con la sigla di apertura di Tortora e Lino Patruno, e con "Come vorrei" dei Ricchi e Poveri) negli anni 80 le sigle delle trasmissioni Rai ottengono molto successo. Basti pensare ai tormentoni, rivolti in particolare a un pubblico di bambini delle sigle di Heather Parisi, (Cicale, Crilù, Ti Rockerò e Ceralacca) sigle di quattro diverse edizioni della trasmissione Fantastico. Ma, come abbiamo già accennato il vero "La" alla neotelevisione, viene dato, ed è proprio il caso di dirlo, dalla sigla di Fantastico 3 "Viva la Rai" cantata da un eclettico Renato Zero.


 I PROGRAMMI INNOVATIVI DELLA NEOTELEVISIONE

Numerosi furono i programmi di successo, che furono considerati innovativi o che hanno inaugurato generi o fatto conoscere nuove fasce orarie prima considerate come "momenti morti". La trasmissione Pronto Raffaella, ad esempio rilancia la fascia della tarda mattinata, fascia prima addirittura occupata dal solo monoscopio.Sarà proprio su questa fascia che si combatterà gran parte del duello tra Raiuno e Canale5. Quest'ultima emittente era stata la prima a puntare su quella fascia, assai importante per la numerosa presenza di casalinghe. Quest'ultima tipologia di persone dapprima bistrattate è la categoria regina della neotelevisione: essendo le casalinghe in molte famiglie le responsabili degli acquisti e avendo molto tempo libero a disposizione, sono considerate un audience pregiatissimo dagli investitori pubblicitari.La programmazione loro dedicata è prevalentemente composta da Telenovelas (soap operas seriali)e programmi di cucina. Vera regina e paradigma delle casalinghe è la notissima e catodica "Casalinga di Voghera".A questo pubblico, e più in generale alla GGGENTE sembra rivolgersi espressamente i programmi della tarda mattinata, fascia che nella seconda metà degli anni ottanta, sarà occupata e sapientemente sfruttata da Gianfranco Funari con il suo programma Mezzogiorno Italiano. Ma nessuna fascia di pubblico sembra essere trascurata dalla Neotelevisione: si pensi al fatto che nonostante il successo dei programmi per casalinghe il palinsesto sembra ripordutte la struttura della giornata di una famiglia tipo, (magari la sociologicamente stranota Famiglia del Mulino Bianco) con la sua scansione temporale. La mamma casalinga e responsabile degli acquisti ha a disposizione i programmi della mattina, i bambini tornano da scuola e hanno a disposizione specifici programmi (e relativa pubblicità) a loro dedicata. Grandi trasmissione contenitore, si pensi a Domenica In, sono strutturate per piacere a tutti i membri della famiglia dal Nonno al Nipote. Guardare la televisione è ormai un rito collettivo, che ogni famiglia svolge per suo conto: sono ormai lontani i tempi in cui si invitavano a casa i vicini e gli amici senza televisore per una visione collettiva. Renzo Arbore nella sigla "Si la vita è tutto un quiz" del noto programma Indietro Tutta dice "Notte italiana e c'è una luce in più e in ogni casa che brilla la tv. e tutti insieme intorno a questo focolare". La televisione scandisce i tempi, detta una vera e propria liturgia catodica. Ora la giornata non è più regolata dai tempi religiosi (le campane, le lodi, i vespri) o dai tempi della società industriale (i turni operai, la sirena, i cambi turno) ma direttamente dalla televisione. Si mangia durante il tiggì e si cerca di calibrare la durata del pasto alla durata del telegiornale.Pasta al forno e lasagne vengono serviti durante l'apertura, macedonia dolci e gelati al momento del fine. Profetica in questo senso è la sigla di chiusura di Indietro Tutta:"Vengo dopo il Tiggì"-


Altra fascia di successo prima poco sfruttata è la seconda serata: prima del 1985 questa fascia era occupata da trasmissioni didattico culturali, ma la tendenza cambierà nel 1985 con il programma "Quelli della notte" di Renzo Arbore.


Nel 1987 Unomattina dà il via allo sfruttamento della fascia delle prime ore del mattino: la trasmissione va con in onda il segnale orario, ed è divisa in blocchi più o meno autonomi. Il telespettatore, può seguirne quindi anche solo pochissimi minuti, magari mentre è intento a fare colazione prima di uscire di casa o mentre si veste.

Sul finire del decennio, compaiono programmi, i cui format saranno replicati con successo nella televisione degli anni novanta e per certi versi nella televisione di oggi. E' il caso di Blob, di "Fuori Orario" di Chi l'ha visto (trasmissione di tv di servizio, chiaramente ispirata alla rubrica "Dove Sei?" della nota trasmissione Portobello di Enzo Tortora) e e di Più Sani Più belli di Rosanna Lambertucci. Il programma Linea Verde, tutt'ora presente nei palinsesti è in onda invece dal lontano 1981 quale erede naturale della trasmissione "A come agricultura".Analogamente il programma Mixer di Giovanni Minoli andato in onda fino al 2000 partì nel lontano 1980.

I titoli di coda della neotelevisione scorrono sulle note della canzone "Piacere Raiuno" sigla dell'omonima trasmissione. Il programma, lo spettacolo esce dagli studi televisivi, abbandona il "Teatro delle Vittorie in Roma" o gli studi del Nomentano, e gira per i teatri di mezza italia. La stessa formula per certi versi la si rivedrà pochi anni dopo con Karaoke di Fiorello o con le varie edizioni di Festivalbar. Da non dimenticarsi poi la comicità di Beppe Grillo con Te lo do io il brasile.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Neotelevisione"

Dettagli bibliografici per "Neotelevisione"