Siamo tutti pendolari londinesi?

 E il kamikaze sali sul double decker

 

ICH been a Berliner disse JFK visitando al città simbolo della guerra fredda, siamo tutti americani si chiedeva l ex direttore del corriere Ferrucico de Bortoli l’ 11 settembre e oggi molti in questo paese fortunatamente finora toccato solo marginalmente dal terrorismo islamico ci si chiede se anche noi non siamo tutti pendolari londinesi.

Certo noi non prendiamo la Metro a Camden Town a Knightsbridge a Piccadilly ma a Cadorna o a Conciliazione , a Pagano o a Loreto, non prndiamo la piccadilly line ma la rossa o la verde

L’ 11 settembre quel girono di ormai tante estati fa tornando a casa con una mia compagna di liceo entrando nella staizone di Cadorna mi ero chiesto se un giorno anche qui da noi si sarebbero visti aerei entrare nei grattacieli, morti per le strade ma pensavo fosse solo deformazione professionale di un liceale appassionato di giornalismo.

Purtroppo non mi sbagliavo , il giorno della strage del Pirellone a pochi passi da casa ma  e qeullo dell’ eccidio di Nassyria nelle orecchie risentivo quel mio ragionamento che suonava come un terribile presagio purtroppo avveratosi.

Ogni volta le stesse scene sugli schermi della Cnn o della bbc ogni volta lo stesso odore di sangue e dolore che si sente  isolati di distanza e che entra nelle case di mezzo mondo attraverso gli schermi dei network televisivi satellitari
.Traffico impazzito flotte di ambulanze e paramedici e di pompieri con le divise gialle e arancioni fosforescenti , a Manahttan come a Tel a Viv a Madrid come a Istambul o a Casablanca o come il cortile della scuola di Beslan con le immagini live che riempiono i telegiornali di mezzo mondo.
Noi europei il terorismo nn sappiamo neanche cosa sia.. lo sanno bene gli israeliani che convivono col terrore di kamikaze sugli autobus o nei supermercati o nelle discoteche.

Ma stavolta il kamikaze non è salito su un anonimo autobus israeliano in Jaffa road a Gerusalemme , non è entrato al ristorante Sbarro più volta bersaglio di attentati , no è salito su un autobus rosso a due piani , uno dei simboli della capitale dell Inghilterra, è salito su alcuni convogli della london underground

Mi sono sentito ferito in uno dei piu intimi ricordi della mia vita..in quel dedalo di scale mobili e binari che è la Tube londinese ho passato alcuni dei momenti piu belli della mia vita

Backingham Palace Camden town andata e ritorno,, con la Maria Eleonora del Parini e il tenzu  con Krasto e Nadia, noi giovani della Milano bene, figli della ricca borghesia lombarda in giro spensierati per la magica Londra a sguazzare tra mercatini e fast food, noi a ridere sui minuscoli treni del metro londinese, senza un cestino e senza una cartaccia per terra con i megafoni che ripetono ossessivamente mind the gap,con le stazioni costruite in curva in cui i treni entrano velocissimi , in quelle stazioni 40 metri sotto terra che sue scale mobili infinite ricollegano con la città vera e propria

La Maria elonora che abdava a comprare il popper a Camdentown, Mexico che mi prestava venti pound per comprarmi la felpa nera della jackdaniel al Camden open market,con Ricky che comprava i lotti da venditori pachistani la magica Camden simbolo di un’adolescenza da favola che idealmente faccio finire con quella gita in un quartiere londinese , una delle gite piu belle della mia vita.

Ora quelle stesse stazioni deletro si sono trasformate in anonime camere ardenti.

Non riesco a immaginare Aldgate station peina di cadavere e di sangue sulle pareti..no non riesco proprio aldgate station è la stazione prima di Camden Town

 Stavolta grazei al cielo, il pudore inglese ha fatot si che immagini crude non rimbalzassero tramite i tg di mezzo mondo all’ ora di pranzo o di cena daanti a povere famigliole, e la mia immaginazione non puo essere aiutata da crude immagini televisive

Stavolta il dolore si vede pochissimo o meglio si intravede, non ci sono uomini disperati che non avendo altra scelta si gettano dalle torri gemelle in fiamme,non ci sono persone che corrono insanguinate per le vie di tel aviv o di Gerusalemme.

Niente di tutto questo solo un Double Decer della linea trenta sventrato , scoperchiato con sedili e maniglie sparsi da per tutto..

Non ci sono immagini dei involgi della metro , c’è solo un filmato a bassa risoluzione fatto con un videofonino.

“è una tecnica psicologica per non dare soddisfazioni ai terroristi “ dicono molti sociologi e noti esperti di media, ma il dolore vien cosi attenuato e smorzato, cosi lontano dagli obiettivi

si sono riviste le solite scene , come a Bologna dopo la strage della stazione alcuni autobus sono stati requisiti e usati come gigantesche ambulanze per portare i feriti negli ospedali.
Non ci sono immagini come il bambino con le mani alzate nella scuola di Beslan o come la famigliola terrorizzata al teatro NA Dubrovka di Mosca, o ancora la bambina che corre nuda ustionata dal napalm in Vietnam o ancora piu indietro il bambino ebreo dle ghetto di Varsavia co calzoncini corti e le mani alzate.C’è solo un autobus sventrato in lontnanza e molti teli a proteggere la privacy di un intero popolo che solo pochi decenni fa aveva ancora un impero su cui il sole non tramontava mai
Andando a Londra quel mitico sabato pomeriggio di 11 mesi fa, si sentiva che c’era una tensione che si tagliava col coltello, Who owns this bag? diceva una pubblicità nel metro che invitava ad informare la polizia di qualsiasi pacco sospetto che fosse stato trovato abbandonato, enormi protezioni di cemento anti autobomba erano messe davanti al tower bridge, e a westminster a downingstreet e   trafalgar, e bobies con la nuova divisa gialla fosforescente un po da per tutto

Il nemico ha voluto colpire l’ occidente nel suo cuore, in un punto in cui è facilmente vulnerabile , e ogig capisco e ahimè compatisco anche, gli israeliani che da anni vivono col terore a ogni fermata del bus, che timbrano il biglietto con la mano tremolante timorosi che quella possa esser euna delle loro ultime azioni.

A Londra che salaisse un Mohammed o un Kalehd che volesse raggiungere la gloria nei giardini di ALLAH non me lo sarei mai immaginato.

Imagine all the people leaving for one day in peace..cantav a hon Lennon nel suo capolavoro immagine.. ie ther is no religon diceva in uan storfa succesiva, ma Lennon era ahimè solo un sognatore, you may say I,m a dreamer but I,m not the only on, tra la folta schiera die sognatori che vorrebero che la  gente facesse l’ amore e non la guerra, che vorrebbe vedere al posto di mortai e mitragliatrici,mazzi di fiori e cioccolatini, romantici regali tra innamorati di paesi diversi mi inserisco anche io, immaginandomi al posto di esecuzioni e eccidi solo romantici baci e romantiche coccole

Siamo tutti pendolari londinesi?si verrebbe da dire di certo da oggi siamo tutti un po piu israeliani