Una vera storia della tv.
E' uscito il bellissimo libro 

IL MUCCHIO SELVAGGIO
ed Mondadori  16€

di Giancarlo DOTTO
Sandro PICCININI
prefazione di MAURIZIO COSTANZO


Questa che leggerete non è non vuole essere una canonica recensione:

Il libro Il mucchio selvaggio per la prima volta offre una perfetta panoramica su questa “strabiliante, epica, inverosimile ma vera storia della televisione locale in Italia”

In attesa di una “canonica” quarta di copertina vi offriamo una guida alla lettura.
Tale bellissima opera può essere utile per chi vuole approfondire gli argomenti di cui parliamo su questo sito; è per questo che indichiamo anche le pagine del volume dove reperire ulteriori informazioni

 

Con un linguaggio semplice, chiaro, ecco spiegata finalmente la storia della televisione locale.

Il racconto è affidato alle piccole storie con la S maiuscola che però fanno la storia della tv con la S maiuscola.

Ecco il racconto dettagliato dell’avventura del “Tupackamoroz” del video Peppo Sacchi, amichevolmente ribattezzato “Il pirata”, che avviene attraverso la descrizione del pubblico che arrivava negli studi di via XX Settembre in ciabatte e che rappresenta un forte novità rispetto al pubblico manichini degli studi Rai. Lo scantinato che Sacchi e compagni di ventura trasformano in una sorta di Teatro delle Vittorie, grazie alla complicità di un piccolo videoregistratore Akai da un quarto di pollice  e tremila metri di cavi.

“Comincia a filmare tutto quello che gli passa sotto gli occhi, partite di calcio, comizi, feste di paese. La sera tutti insieme, nel bar della piazza sotto gli occhi a sbirciare quelle cronache familiari” con questa bellissima frase a pagina 15 del libro viene descritta l’ esprit dei Tupackamorz del video di Telebiella.
Della pionieristica emittente della piccola cittadina piemontese si racconta anche degli aneddoti legati a personaggi come Daniele Piombi, Memo Remigi, Ugo Zatterin, Febo Conti e soprattutto Bruno Lauzi e l’allora diciottenne Ezio Greggio da Cossato.
E poi ancora il racconto dell’intervista a Edgardo Sogno fatta da Enzo Tortora,  anche la descrizione del parco macchine di Telebiella, quell’Opel furgonata e quelle due Fiat 100 familiari entrate nei libri di storia della televisione.

Ma non sono tutte rose e fiori, e ecco la puntigliosa descrizione di quel 1 Giugno del ‘73, data dello storico taglio del cavo dell’emittente, e poi le successive rivincite degli anni seguenti quando anche Andreotti inciampò e cadde nel cavo di Telebiella.

Non meno precisa è poi la descrizione della storia delle altre tante tv locali nate dopo le battaglie di Peppo Sacchi e della  moglie Ivana Ramella: ecco una fedele descrizione della nascita di Antenna3 Lombardia la tv locale che meglio di altre incarnò lo spirito di tv alternative.

E leggendo le pagine de “Il Mucchio Selvaggio” sembra quasi di rivedere la gente (o ggente per dirla alla Funari) in coda per entrare nel mitico studio Uno per vedere Il Bingoo, il Pomofiore, La bustarella.

Perfette le numerose pagine dedicate al mitico Renzo Villa,che viene descritto da quando archiviati i tentativi di diventare attore a quando dopo l’esperienza di TeleAltoMilanese, fonda e dirige magistralmente Antenna3 Lombardia. E della mitica tv di Legnano nel libro si possono leggere i minimi particolari, a partire dalla trasmissione di esordio dell’incontro di pugilato del Boxeur Sandro Mazzinghi, all’azionariato popolare, a Enzo Tortora che dichiarava al quotidiano La Repubblica “La pubblicità la raccogliamo noi risparmiando il 40 per cento. Per due terzi è pubblicità nazionale, per un terzo locale”.
E poi ancora la descrizione del glorioso passato dello Studio1  di Legnano continua con Aria di Mezzanotte e Contropelo di Tortora, e ancora delle trasmissioni dei Gufi e dei debuttanti Massimo Boldi e Teo Teocoli  con Non lo sapessi ma lo so.
”Certe sere abbiamo un pubblico che raggiunge le 770.000 persone superiamo nel nostro bacino di utenza il secondo canale Rai” è questa la dichiarazione fatta alla stampa da Enzo Tortora oggi riportata fedelmente a pagina 93 del libro.
Fedele anche il ricordo due pagine dopo di Lucio Flauto, il comico nato nel 1930 a Busto Arsizio capocomico dei teatri Odeon e Nuovo di Milano prima di diventare una delle colonne portanti di TeleAltoMilanese e Antenna3 con il suo Pomofiore.

Perfetta anche la descrizione di Paolo Romani  da pagina 41 in avanti cosi come pure la descrizione della teleavventura di Silvio Berlusconi, a partire dagli esordi dagli scantinati di Milano 2.

Con la sola eccezione che non è citato Giacomo Properzj, fondatore assieme ad Alceo Moretti di Telemilano cavo nel ‘74 il ritratto è però molto fedele, e anche qui con i piccoli aneddoti e le piccole storie si racconta la storia con la S maiuscola.

Si racconta ad esempio a pag. 65 che Cesare Cadeo primo anchorman di canale5 (fin dai tempi in cui si chiamava Telemilano58) ha avuto come compagno di classe Marco Tronchetti Provera al liceo Zaccaria dei padri barnabiti di Milano.
O ancora  di quando il 24 settembre del 1974 sono le immagini del Duomo , della Scala, della Galleria, con lo sfondo la voce di Memo Remigi che canta Innamorati a Milano a inaugurare le trasmissioni di Telemilano.

E il racconto delle tv locali non può che non passare attraverso i mitici spot,  in primis quelli del “Telemobilificio” Aiazzone fatti da capitan Guido Angeli, l’uomo del “Provare per Credere” e del “In tutta Italia isole comprese” e del “Dite che vi manda Guido Angeli”.
E Giorgio Aiazzone entra non solo da vivo nella storia delle tv locali: la sua veglia funebre condotta in due serate da Wanna Marchi e Guido Angeli oltre a essere ben rimasta nell’ immaginario collettivo occupa le pagine 8 e 9 del libro.

Nelle pagine 123\124 troviamo invece il racconto preciso e puntuale del programma Superclassifica Show di Maurizio Seymandi, dai tempi in cui andava in onda dagli studi di viale Legioni Romane all’ultima puntata.
”Se san Paolo vivesse oggi farebbe il giornalista” con queste parole di don Giacomo Alberione comincia a pag. 272 l’ampia sezione dedicata alla tv cattolica Telenova, di cui si raccontano curiosi aneddoti,.

Ad esempio in  questa emittente vi lavora il padre di Irene e Veronica Pivetti, oppure che con la trasmissione da focolare domestico “Diamo i numeri” vi debutta Diego Abatantuono.

Nascono poi programmi di calcio che lanciano Marco Civoli e Paola Ferrari.

E da Telenova passano anche Memo Remigi, Barbara d’Urso, e Raffaele Pisu.

Ampio spazio è dedicato anche a “Cabina matrimoniale” “Famiglia e dintorni”, “Casa Mosca” contenitore sportivo animato da Maurizio Mosca e Umberto Smaila, il massimo dell’audacia giudicato da Aldo Grasso <<il capolavoro Trash dell’emittente>>

Un libro assolutamente da non perdere,  e consentitici una battuta,“Provare per credere…””Dite che vi manda Tvlocali.tv”

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