NUMERO SPECIALE
3 Novembre 1977
Trentennale Antenna3
3 Novembre 2007

Si è svolta oggi,nel mitico studio uno di Legnano la festa del trentennale dell'emittente Antenna 3 Lombardia, festa alla quale è stato invitato anche Riccardo Esposito, direttore editoriale di www.tvlocali.tv

Pochi minuti alle 13, il grande cortile degli studi di antenna3, è gremito di automobili.In fondo al parcheggio ci sono 3 grossi furgoni frigoriferi bianchi, con l'insegna di una società di catering, l'aria è quella delle grandi occasioni, c'è anche chi, per l'occasione ha tirato fuori dal garage una bellissima Mercedes bluette degli anni settanta, forse la stessa macchina con cui si recava in quegli stessi studi in quella irripetibile e pioneristica età dell'oro dell'emittenza libera.
Nello spazio tra il mitico bar degli studi di Antenna3 e l'ingresso dello studio uno, tante persone si reincontrano dopo anni, o addirittura decenni."Ma Ciao ma sei proprio tu?" "Ma i tuoi ragazzi adesso quanti anni hanno?" "Ma adesso dove abiti? di cosa ti occupi? si sente incessantemente tra persone che si salutano calorosamente; in molti mentre rivedono vecchi colleghi e vecchi amici hanno anche gli occhi lucidi.
"Ho visto molti piangere, io sono uno dei pochi che non ha ancora pianto" dice qualche decina di minuti dopo il mitico Renzo Villa, sì proprio lui il  vulcanico fondatore/proprietario/papà/direttore dei programmi/autore e conduttore di Antenna 3.
Il primo pensiero di Villa va poi alle persone che hanno dato un apporto fondamentale alla nascita e allo sviluppo dell'emittente lombarda, quelli presenti in studio, vengono salutati con un calorisissimo applauso.
"C'è anche chi purtroppo non è più tra noi,- continua con la voce quasi rotta dall'emozione l'ex conduttore del Bingoo, -citerò solo due nomi, perchè sono tanti e ho paura di dimenticare qualcuno:Enzo Tortora e Enzo Gatta".
L'applauso delle persone presenti si fa ancora più caloroso e sembra davvero interminabile, nell'immenso studio uno risuonano solo i battiti di mani, quasi fosse una sorta di autoimposto e non richiesto minuto di silenzio.

Lo studio uno, che è il luogo dove è cambiato in modo determinante il modo della presenza del pubblico in studio nei programmi,( Ricordate il "frizzante" pubblico vestito con coloratissimi pullover che agitavano cartelli e incitavano i loro idoli televisivi?)  è stranamente pieno solo di persone in giacca e cravatta.Quando devo spiegare la differenza tra la "festività" della veterotelevisione e la ferialità della Neotelevisione, prendo sempre come esempio proprio il pubblico dello Studio uno, così diverso da quello della tv di stato degli anni settanta, infatti negli studi di Antenna 3 la gente si recava in maglione e jeans, con gli abiti di tutti i giorni e non vestita come per andare a un matrimonio, come accadeva precedentemente negli studi della rai dell'era del monopolio.
La zona del palcoscenico dello studio uno, la stessa area dove si sfidavano le squadre dei concorrenti di trasmissioni come Bingoo o La Bustarella, e da cui si esibivano personaggi come Ettore Andenna, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Walter Chiari, Pamela Prati e tanti tantissimi altri è oggi straordinariamente occupata da eleganti tavoli gialli.

Il tono è quello di un atteso ritrovo tra amici dopo tanti anni, Renzo Villa, commenta dicendo che le 150 persone presenti si sono "Autoconvocate".

Ogni invitato ha ben in vista un cartellino con scritto il proprio nome: in molti si riconoscono proprio leggendosi a vicenda nome e cognome.

 Ero uno dei pochissimi, forse l'unico invitato ad avere meno anni di Antenna3, non ho mai vissuto in prima persona quella stagione del far west televisivo, dei "Tupackamaros del video".Le più importanti trasmissioni dell'epoca le ho visionate su videonastri a distanza di decenni, come se fossi un telespettatore "in differita", ma oggi ho avuto un'occasione unica, che farebbe l'invidia di qualsiasi persona che si occupa di storia della televisione, quella di vedere non quello che appariva davanti alle telecamere, ma tutto l'operoso e al tempo stesso silenzioso e  sconosciuto mondo che stava dietro le macchine da presa.In sintesi posso dire che più che un gruppo di amici, mi è sembrato di vedere un'unica grande famiglia affiatata,quella di Antenna3, che si ritrova dopo anni. Ho potuto constatare di persona, a mò di "osservatore partecipante" le modalità di interazione tra le varie persone che furono coinvolte nella grande avventura dell'emittente che più di ogni altra, e allora erano più di un migliaio, incarnò lo spirito della Neotelevisione.

Nessun' altra emittente privata degli anni settanta, ha lasciato un segno così marcato nella storia della televisione italiana, o addirittura della storia delle televisione commerciale.
Le persone oggi presenti alla festa e quelle che purtroppo non ci sono più, negli anni settanta erano stati precursori di molte novità che paradossalmente tutt'ora, ben tre decenni dopo appaiono ancora avvenieristiche:
E' il caso per esempio della gestione da parte di Antenna 3, delle modalità di interazione con il pubblico in studio, o con quello a casa,  della produzione di trasmissioni per conto di emittenti terze, del "product placement" all'interno dei programmi, programmi in cui si vedevano idee, giochi e  schemi, che con un concetto televisivamente moderno definiamo "format" che poi sono state alla base di trasmissioni che sono andate, o sono tuttora in onda sui grandi network televisivi.
Nessuna emittente ha saputo coinvolgere, si pensi ad idee come l'azionariato popolare, così tanto il suo pubblico, uno zoccolo duro di appassionati telespettatori, che ha costituito a mio avviso uno dei propulsori dello straordinario successo di Antenna3 rispetto ai suoi concorrenti.C’è anche chi, in seri studi di sociologia, è arrivato a collocare la fase embrionale della nascita o comunque l’humus di un movimento politico a carattere locale,nato pochi anni dopo proprio tra il pubblico che si recava nello studio uno.

Di certo lo studio Uno ha rappresentato un “Totem” per gli abitanti della zona dell’alto milanese,\sempione.In un’area piena di quelli che in sociologia vengono definiti “Non Luoghi”, zone industriali, centri commerciali (uno dei primi, forse il primo in assoluto in Italia, è posto a pochi passi dagli studi di Antenna3) ecc, lo studio uno ha rappresentato non un vuoto “Divertimentificio”,  ma un vero e proprio “Locus Amenus”, dove potersi recare e magari incontrare casualmente il vicino di casa, o dove stringere nuove amicizie con persone che magari si conoscevano solo di vista.Si pensi solo al fatto che fin dall’apertura degli studi, era presente un caloroso bar, ovviamente aperto anche agli spettatori, che contribuiva  a rendere unica l’esperienza di essere spettatori a trasmissioni di Antenna3, basti pensare che anche in studi di grossi network generalisti nazionali costruiti recentemente, è prevista solo una spartana area ristoro con algide e anonime macchinette automatiche.

La zona dell’alto milanese, sostanzialmente ieri come oggi è una “Città infinita”, amministrativamente divisa tra numerossimi comuni e due\tre province o addirittura nazioni se consideriamo il vicino Canton Ticino: lo studio uno, più di una squadra di calcio, più di un impianto sportivo o di una festa da ricorrenza ha agito da catalizzatore degli abitanti di questa macroarea.

 Antenna3, caso unico nella storia della televisione italiana, ha saputo sapientemente coniugare l’attenzione a forme di intrattenimento folkloristico locale (su tutti si pensi agli spettacoli dei legnanesi, o le trasmissioni con giochi con squadre in rappresentanza di paesi o quartieri ), con trasmissioni con tematiche“generaliste/nazionali”( che qualcuno definirebbe Nazional/popolari), che hanno concretamente avuto successo quando venivano ripetute, a volte addirittura all’insaputa degli stessi dirigenti di Antenna3 in altre aree geografiche.
E’ difficile, difficilissimo, riassumere in poche pagine la storia di 30 anni di quella che in assoluto è stata la più straordinaria delle innumerevoli emittenti private nate negli anni settanta.Personalmente sono fortemente convinto che negli studi di Legnano si sia realizzataconcretamente una delle pochissime esperienze a livello europeo di “Televisione Commerciale,all’americana”.
Vorrei concludere questo mio piccolo contributo, che sicuramente è incompleto, in quanto in così poco spazio è impossibile raccontare tutte le trasmissioni innovative  dell’emittente di Legnano, è ancora più difficile dedicare il dovuto spazio agli artisti che hanno collaborato a questa straordinaria avventura e raccontare i numerosi effetti che le innovazioni introdotte ad antennatre hanno avuto sulle trasmissioni della Neotelevisione, citando le parole di Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini: “C’è già, anticipata, molta filosofia Mediaset, in Antenna 3 (….)E’ la televisione in salsa brianzola delle facce amiche e dei sapori da sagra popolare, che regala salami invece dei gettoni d’oro..”